Ad una settimana dall’insediamento del Premier Draghi e del suo eterogeneo esecutivo politico-tecnico, spiace constatare non ci sia stata ancora la volontà di proporre una discontinuità, quantomeno sul fronte economico. Stiamo vivendo uno dei momenti più difficili della nostra Nazione, una crisi grave quanto quella del 2009, che portò al depauperamento del nostro patrimonio industriale, ad un impoverimento degli italiani e alla perdita di migliaia e migliaia di posti di lavoro, per non parlare dei suicidi tra gli imprenditori, gesti drammatici spesso dettati da un eccesso di dignità.

Tutti i dati sono concordi nell’affermare che l’anno 2020 sarà ricordato come ‘annus horribilis’ per l’economia italiana: Confcommercio stima che a causa del covid i consumi siano crollati del 10,8%, pari ad una contrazione di 120 miliardi di euro sul 2019, con una perdita di 305 mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi (-11,3%). Non va meglio per le imprese italiane, per le quali Cerved stima una perdita di fatturato di 362 miliardi di euro nel 2020 (-13,8% rispetto al 2019), con un numero di imprese a rischio default cresciuto da 76 mila a 113 mila (145 mila secondo uno scenario più severo).

Fra qualche settimana inoltre assisteremo, salvo ulteriori proroghe, allo sblocco dei licenziamenti, che secondo i consulenti del lavoro vedrà sfumare più del 10% dei posti di lavoro nelle piccole e medie imprese, come pure una riduzione delle attività in proprio del 14,6%.

Tra gli italiani sta montando la sfiducia ed il timore per il proprio futuro: la cronaca nera ci sta restituendo la scelta estrema di alcuni imprenditori che operavano proprio in quei settori più colpiti da questa pandemia e dalle scelte conseguentemente adottate dal precedente governo e per le quali, ad oggi, non si registra alcun segno di discontinuità. Mi auguro che il Governo Draghi realizzi in fretta la gravità della situazione economica, ed esca da questa fase di ‘proroga’ del governo Conte. Senza lavoro non c’è vita, e nessuna vita è sacrificabile: un concetto che vale per gli anziani nelle case di riposo, per i malati negli ospedali e per gli imprenditori nelle loro aziende.