Sono circa 120 i navigator attualmente presenti in Veneto dei 142 assegnati alla nostra regione. I navigator sono stati, assieme al Reddito di Cittadinanza, un’idea infelice del governo rivelatasi nel tempo, complice anche il periodo Covid, del tutto inefficace se non per il dispendio di spesa pubblica. Fallimenti preannunciati, che non possiamo sostenere oltre: il Veneto non è intenzionato a continuare questa esperienza.

L’ho ribadito nel corso della seduta odierna della IX Commissione Istruzione, Lavoro, Innovazione e Ricerca della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, durante la quale ho espresso la contrarietà della Regione del Veneto in merito all’ipotesi di continuità del servizio dei navigator legato al Reddito di Cittadinanza.

Alcuni navigator, una ventina per l’esattezza, hanno già colto l’opportunità di una assunzione a tempo indeterminato grazie al piano di rafforzamento dei Centri per l’Impiego del Veneto, affrontando e superando il concorso pubblico ed entrando così nei ranghi di Veneto Lavoro. Giunti a questo punto è l’intera gestione del Reddito di Cittadinanza che merita di essere ripensata. Auspichiamo che, magari partendo dall’esperienza dell’Assegno per il Lavoro che in Veneto ha portato ad importanti risultati. Si opti per una più oculata gestione delle risorse nazionali sul fronte dell’occupazione.