Sull’utilizzo delle mascherine in classe alla fine è prevalso il buon senso: da subito, insieme al presidente della Regione Veneto, avevamo detto che sarebbe stato sbagliato imporre le mascherine per ore in classe a bambini e ragazzi in fase di crescita.

Non solo sotto l’aspetto della salute dello studente, ma anche sotto l’aspetto della didattica, la mascherina è incompatibile con la comunicazione tra docente e studente e non contribuisce affatto a creare un clima di empatia in classe.

Bene quindi che il Cts ieri sera abbia corretto la rotta. Resta il nodo trasporti perché la mediazione raggiunta della capienza all’80 per cento dei posti è ingiustificata e inapplicabile e creerà solo complicanze nella gestione dell’importante flusso di studenti, soprattutto nelle scuole superiori. Il governo deve inoltre trovare le risorse per aumentare il servizio, posto che in tempi così brevi sarà anche difficile trovare mezzi e autisti. Ancora una volta si evidenzia che la già difficile situazione viene  peggiorata dai ritardi con cui il governo ha trattato il tema riapertura scuole.

Propongo l’installazione di termoscanner in tutte le sedi scolastiche così come già avviene negli uffici pubblici, negli aeroporti, in alcune grandi aziende. Affidarsi alla misurazione a casa da parte delle famiglie è chiaramente inattendibile, così come sarà impraticabile misurare individualmente la temperatura con l’uso della ‘pistola’. La soluzione più logica, veloce ed efficace non può che essere quella di installare alle porte di ingresso delle scuole apparecchiature per il rilevamento automatizzato della temperatura. Costa troppo? Invece di spendere inutilmente milioni per l’acquisto di banchi con lo rotelle che non serviranno a nessuno, il governo investa su questi dispositivi, attendibili e funzionali.