Apprendo con sconcerto della riunione convocata domani sera dal Ministro all’Istruzione con la partecipazione del Commissario Straordinario Domenico Arcuri per spiegare la distribuzione dei banchi. Una convocazione dalla quale sono escluse inopinatamente solo le Regioni. Un tavolo di confronto sul quale potevamo portare il nostro contributo per affrontare un tema operativo insieme a tutte le criticità che, a poche settimane dalla riapertura delle scuole, assillano migliaia di famiglie, di docenti e di personale del mondo della scuola. E invece siamo esclusi.

Il caos in cui la scuola si trova a meno di due settimane dall’inizio delle attività è una grave responsabilità politica del Governo. La contraddittorietà delle indicazioni genera ulteriore confusione nei Dirigenti scolastici, nei docenti e nelle famiglie. L’incapacità nella gestione di tutta l’emergenza da parte del Ministero e del Governo inizia da lontano, ovvero da fine febbraio, quando la scuola è stata lasciata sola, quando i docenti si sono attivati in modo disomogeneo e molto personale, quando gli animatori digitali sono stati assegnati alle scuole con ritardo, quando agli studenti non è stato permesso di rientrare per gruppi, per classi, nemmeno per un breve periodo a scuola, quando il Ministro ha annunciato ad aprile, che l’anno si sarebbe chiuso, delegittimando così il lavoro dei docenti e vanificando lo sforzo di famiglie e studenti.

I nodi critici rimangono tali: dal distanziamento e uso delle mascherine, al distanziamento e alla gestione degli spazi per arrivare al nodo cruciale dei trasporti, in merito a distanziamento e mascherine l’ultimo parere del Comitato Tecnico Scientifico del 12 agosto 2020 ha rivisto il punto relativo alle distanze. Mi chiedo, quindi, quale sia l’effettiva soluzione tecnica tesa a garantire la sicurezza della salute di ragazzi e docenti.

Per quanto riguarda i trasporti la prescrizione delle distanze sui mezzi di trasporto, realisticamente, impedirà di avere il servizio a disposizione di tutti gli studenti e non vi è, ad oggi, nessuna soluzione ipotizzata, né in termini finanziari, né di regolamentazione.

Sul fronte dei banchi e degli arredi la situazione non è migliore accertato che i banchi non arriveranno nei tempi dell’inizio dell’anno scolastico come ampiamente denunciato e previsto da me, come dichiarato dall’Associazione nazionale di settore direttamente al Commissario e alla stampa, dovremo verificare con richiesta formale al Ministero quali esiti abbia avuto il bando, quante e quali deroghe siano state successivamente previste e con quali atti amministrativi.

Queste richieste di chiarimento servono anche per tutelare il nostro sistema produttivo: immagino, infatti, che alcune aziende venete, letto il bando pubblico, abbiano deciso di non aderire, escludendo per serietà la propria partecipazione. Se avessero ipotizzato deroghe o modifiche avrebbero potuto formalizzare una proposta. Inoltre, se i banchi erano veramente necessari, così come richiesto dalle scuole, dovranno essere accertate le responsabilità di una cattiva gestione o, se questi banchi non erano necessari, va ipotizzato un danno erariale.

E in tutto ciò noi la soluzione in Veneto ce l’abbiamo: il Veneto ha elaborato con l’Ufficio Scolastico Regionale un Manuale Operativo, presentato e condiviso con le parti interessate il 2 luglio. Il testo contiene pratiche soluzioni rispettose del distanziamento, senza uso di mascherine in classe e prevedendo una modalità mista, quindi anche con la DAD, esclusivamente per le scuole superiori. Le Conferenze dei Servizi hanno evidenziato poche criticità ridotte ad oggi, a sole 4/5 situazioni da affrontare.

Basterebbe poter metter in pratica quanto proposto per arrivare ad avviare l’anno scolastico con serenità.