Non è un ulteriore piano o linea guida per le scuole e gli enti locali. Ma un ‘manuale operativo per la ripartenza‘, una sorta di «cassetta degli attrezzi», con suggerimenti e soluzioni pratiche, che vanno utilizzate in massima libertà e autonomia e ove ci sia necessità, da dirigenti scolastici ed enti locali per il riavvio dell’anno scolastico, a settembre, perché tutti i 690 mila studenti veneti, compresi i 103 mila delle scuole paritarie, possano tornare sui banchi, in presenza e in sicurezza.

Con la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto Carmela Palumbo (da poco rientrata alla guida dell’USR di Venezia) ho presentato oggi a Venezia il Manuale operativo per la ripartenza della scuola.

PRIMI IN ITALIA

Il Veneto è la prima regione in Italia ad aver dettagliato indicazioni chiare che consentono ai dirigenti scolastici e agli enti locali di programmare spazi, modalità e organizzazione della didattica in tempo utile per la riapertura a settembre delle scuole di ogni ordine e grado.

Non vogliamo che le nostre scuole arrivino in affanno alla riapertura del nuovo anno. In verità avremmo voluto sperimentare già prima alcune pre-aperture, tra maggio e giugno, accogliendole richieste di molti docenti, famiglie alunni. Ma è stato possibile farlo solo nelle scuole della formazione, perché sono a gestione regionale. Per tutto le altre scuole, di ogni ordine e grado, abbiamo dovuto aspettare il via libera ministeriale.

SCARICA IL MANUALE OPERATIVO

Puoi scaricare il manuale operativo cliccando su questo link: manuale operativo per la riapertura delle scuole e l’avvio a settembre dell’anno scolastico.

A questo link invece la presentazione: slides presentazione manuale operativo.

Il 74 per cento delle 30 mila aule ordinarie presenti in Veneto hanno una superficie superiore ai 50 mq e la media degli alunni pcr plassi è di circa 20. Le situazioni più critiche si potranno verificare per le prime classe delle secondarie superiori, in particolare nei licei delle città capoluogo, dove le classi contano anche 27 o 28 alunni.

Il manuale specifica nel dettaglio anche le regole d’uso di laboratori, palestre e spazi di sosta breve, poco toccati dalle indicazioni ministeriali, che ‘non sono spazi residuali, alternativi alle aule, ma devono conservare la loro indispensabile funzione per le attività sperimentali e per l’attività motoria, nonchè l’organizzazione degli spazi non didattici, come mense,  sala insegnanti, corridoi, spazi per la ricreazione, uscite, servizi.

Abbiamo svolto una dettagliata ricognizione “senza molestie burocratiche alle scuole”, offrendo un manuale di criteri che rappresenta la base di partenza per inquadrare in modo concreto le eventuali criticità. Saranno le conferenze di servizio provinciali con gli enti locali e le scuole, che si svolgeranno a partire già da domani mercoledì 8 luglio, a tradurre le indicazioni nelle singole realtà e nel giro di una decina di giorni avremo il quadro esatto ed analitico dei fabbisogni della scuola veneta, in modo da poter formulare al Ministero precise richieste in ordine a maggiore fabbisogno di personale, di risorse finanziarie e quant’altro necessario per assicurare l’avvio dell’anno scolastico.

SECONDA PARTE: ORGANIZZAZIONE DELLA DIDATTICA E DEL TEMPO SCUOLA

Non secondaria la parte del manuale dedicata alle possibili soluzioni per la nuova organizzazione della didattica e del tempo scuola, con indicazioni concrete di modelli e modalità per alleggerite i ‘gruppi classe’ con attività complementari, di potenziamento, a rotazione. Dalla situazione di emergenza possiamo ricavare importanti stimoli per fare innovazione nella didattica, valorizzando esperienze di coordinamento, compresenza, alternanza, che istituti e docenti già conoscono e hanno già messo in campo.

L’impegno richiesto al personale rappresenta un punto di snodo. In Veneto abbiamo detto ‘no’ allo sdoppiamento delle classi, soluzione impraticabile perché non garantisce continuità didattica e non è sostenibile né economicamente né logisticamente. Meglio puntare su modelli diversi, rafforzando i docenti del potenziamento e garantendo l’unità del gruppo classe. Ma il Veneto deve fare i conti con una programmazione tardiva fallimentare delle piante organiche del personale scolastico da parte dei ministeri dei diversi governi che si sono succeduti negli anni. Quest’anno abbiamo inoltre perso 3 mila diplomati magistrali, licenziati a giugno.

E le disposizioni del Dl Scuola per la copertura delle cattedre con le graduatorie ad esaurimento sono talmente macchinose che le assegnazioni stabili al Veneto non arriveranno prima di novembre. Aver definito da subito i criteri guida per definire gli spazi e la capienza per l’attività didattica, ci dà la possibilità di quantificare con precisione al ministero di quanto e di quale personale scolastico (docenti e Ata) e di quali risorse strutturali il Veneto ha bisogno per poter riportare tutti gli studenti a scuola a settembre.