La formazione e il potenziamento delle competenze trasversali dei propri dipendenti sono la chiave di volta per le aziende del manifatturiero veneto per superare la crisi Covid e mantenere la competitività sui mercati esteri. Lo ho ribadito anche ieri visitando l’azienda Cromaplast s.p.a. di Valdagno, specializzata nella cromatura di componenti per auto, e incontrando il presidente Stefano Tecchio e l’ad Raffaella Culpo.

Nata nel 1967 e specializzata nei trattamenti galvanici per componentistica metallica nel settore dell’elettrodomestico, la Cromaplast a partire dagli anni ’90 è diventata fornitrice di importanti case automobilistiche applicando i processi di cromatura ai componenti plastici per l’automotive. Attualmente il 95 per cento della produzione realizzata dagli oltre 200 dipendenti nella nuova sede di Valdagno (28.500 metri quadrati di superficie coperta inaugurati cinque anni fa) è destinata all’estero.

Un’azienda solida, cha ha saputo mantenere salde le proprie radici a Valdagno, dove vanta una storia pluridecennale scandita da investimenti e successi. Il segreto di questa realtà è aver anteposto sempre la qualità al prezzo, anche al costo di perdere commesse significative: una scelta che alla lunga ha pagato, portando l’azienda a meritare l’apprezzamento dei colossi internazionali dell’automotive. Cromaplast ha investito molto in innovazione e sul fronte della salvaguardia ambientale, ottenendo nell’ultimo periodo la certificazione no-PFAS e acquistando una nuova linea produttiva che non prevede l’uso di cromo esavalente.

In questa delicata fase post-Covid, Cromaplast ha dimostrato di superare in maniera eccellente la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, grazie anche alla contrattazione aziendale che prevedeva già una flessibilità nell’orario lavorativo e una particolare attenzione verso le esigenze familiari dei propri dipendenti, nonchè alla capacità di investire in formazione e aggiornamento dei propri dipendenti. L’azienda è risultata beneficiaria, ad inizio di quest’anno, di un finanziamento regionale (fondi Fse) per lo sviluppo della cultura organizzativa, grazie al quale sono state avviate attività che consentiranno ad almeno 80 dipendenti di potenziare la lingua inglese, rafforzare le dinamiche interne per la gestione efficace del lavoro, promuovere motivazione e condivisione del modello di sviluppo. In un momento così complesso per le aziende del manifatturiero, la scelta di investire nel proprio capitale umano è un punto di forza per mantenere la competitività e guardare al futuro con maggior fiducia.