Con il collega al turismo Federico Caner sto lavorando ad alcune misure per sostenere la ri-partenza del turismo in Veneto, dopo lo stop totale imposto dalle misure anti-pandemia. Tre, in particolare, gli interventi in cantiere: la riduzione del costo del lavoro, gli aiuti alle impese e nuove iniziative per la formazione per irrobustire le competenze e ripensare il turismo che, dopo il Covid, dovrà trovare nuovi spazi e nuovi approcci.

Ieri ho incontrato a Thiene una rappresentanza del Movimento Autonomo Agenzie Viaggi, Tour Operator, Vettori del Veneto composta dai vicentini Patrizia Leonardi (portavoce provinciale) e Rino Bellanti in rappresentanza della portavoce regionale Alice Girardi: un incontro che era stato preceduto da un primo confronto, a inizio giugno, sulla situazione delle agenzie di viaggio e dei tour operator che stanno soffrendo una crisi  di proporzioni mondiali, mai conosciuta prima.

La chiusura totale delle attività nel periodo di emergenza sanitaria ha portato a una riduzione del 100% delle attività del turismo: una condizione che si è tradotta in dipendenti in cassa integrazione ed in una esposizione finanziaria di svariati milioni di euro in termini di anticipazioni. Il comparto delle agenzie e dei tour operator alimenta direttamente 21 settori nella filiera del turismo: dalla ristorazione agli alberghi, dai bus turistici al commercio vario, operatori portuali e aeroportuali.

Non possiamo dimenticare che il turismo è la prima industria del Veneto, che ha registrato nel 2019 un picco di presenze, soprattutto straniere,  che è valso 18 miliardi di euro, 9 miliardi dei quali legati alle spiagge. Un primo calcolo sui mancati introiti per le imprese del turismo veneto derivanti dal lockdown nel bimestre marzo-aprile supera già il  miliardo di euro. E’ impegno della Regione supportare le imprese del settore e promuovere percorsi e iniziative di riorganizzazione e rilancio.