Ha fatto bene Giorgia Meloni stamane a ricordare a tutti come Fratelli d’Italia abbia già sottoscritto nel 2018, in tempi non sospetti, un programma di governo che prevedeva, nero su bianco, il sostegno all’autonomia delle Regioni.

Il programma di governo del centrodestra prevedeva esattamente, e prevede tuttora, oltre alla realizzazione di un Presidenzialismo a tutela dell’unità della Nazione che garantirebbe una migliore capacità di governo, anche il sostegno all’autonomia regionale, nella coerenza di quella devolution già votata a novembre 2005 da Alleanza Nazionale in uno dei governi Berlusconi.

Aggiungo che ricordo molto bene come io stessa nel 2007, in qualità di Assessore all’Istruzione, partecipai alla stesura della prima richiesta di autonomia del Veneto, con particolare riferimento all’autonomia scolastica per la quale avevamo immaginato una gestione regionale del personale scolastico. I consulenti di allora, nel mandato Galan III, erano – tra gli altri – i professori Mario Bertolissi e Luca Antonini: gli stessi che hanno collaborato poi al dossier sull’autonomia del Veneto del mandato Zaia II.

Agli amici della Lega, con cui governo – e bene – da venti anni, ricordo che nel 2014 ci fu uno scontro molto forte in aula tra chi voleva praticare la strada di un referendum per l’indipendenza e chi invece, come me nel PDL, votò per l’autonomia del Veneto. I Veneti poterono così esprimersi sull’autonomia nel famoso referendum dell’ottobre del 2017, perché il referendum sull’indipendenza venne ovviamente considerato incostituzionale. I Veneti, in quell’occasione, diedero un mandato preciso a tutta la politica, non ad un partito solo: il Veneto chiese ulteriori forme di autonomia, alla faccia di chi ancora oggi continua ad ipotizzare strade secessioniste o richiami ad una improbabilissima indipendenza.

Agli amici della Lega dico quindi che, se si vuole l’autonomia fino in fondo, si deve andare a governare coerentemente la Nazione: il primo smacco dato ai Veneti dal governo 5 stelle, supportato dalla lega, fu proprio legato al continuo rimpallo sull’autonomia. Non ci devono continuare a chiedere tutti i giorni la prova d’amore, perché noi siamo i fidanzati seri.