L’azienda è in crisi e vuole licenziare? Hai uno o più figli, le scuole sono chiuse e i centri estivi sono troppo cari o con pochi posti? Hai un contratto a termine che sta per scadere? Vorresti chiedere un congedo per assistere i genitori anziani? Oppure sei in maternità o in congedo parentale e vorresti dilatare i tempi del congedo o riprendere il lavoro con orario ridotto? Tanti gli interrogativi dei lavoratori in questi mesi di emergenza sanitaria ed economica, che possono trovare concreta risposta nelle misure previste dal Dl Rilancio n. 34, che dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 18 luglio.

Insieme alla rete territoriale delle Consigliere di parità e all’Ispettorato interregionale del lavoro, abbiamo predisposto un vademecum in 15 punti che riassume, in semplici ‘pillole’, gli strumenti e le nuove misure attivate dal 19 maggio a tutela dei lavoratori, e in particolare dei genitori con figli fino a 16 anni e dei lavoratori che hanno a carico congiunti disabili o non più autosufficienti.

Un pieghevole distribuito nelle rispettive sedi territoriali e negli Urp della Regione e una Faq pubblicata nelle pagine web istituzionali di Regione, Consigliera di parità del Veneto e Ispettorato del lavoro del Nordest, che spiegano tutte le opportunità presenti in questi mesi di emergenza: smart working, part-time, congedi parentali e speciali, permessi retribuiti, ammortizzatori sociali, bonus baby-sitter e per i centri estivi, indennità speciali e sostegni al reddito attivati per i lavoratori domestici, stagionali, intermittenti e per chi ha subito riduzioni di orario di lavoro.

Con questa facile guida per mamme e papà che lavorano vogliamo far conoscere alle persone le opportunità presenti e i loro diritti per favorire un approccio attivo e responsabile a questa fase emergenziale evitando un approccio rivendicazionista e il ricorso a contenziosi. Le donne, insieme ai giovani, sono le categorie più penalizzate da questa crisi. Dei 125.015 lavoratori per i quali le aziende venete hanno presentato domanda di cassa integrazione in deroga per la crisi Covid, il 60 per cento sono donne (74.731 a ieri). Così pure la stipula di contratti part-time: dei 414 mila attivi lo scorso anno per l’82 per cento è al femminile. Sono due dati eloquenti sulle difficoltà delle donne, ma anche delle famiglie e della genitorialità. Gli strumenti messi in campo dal Dl Rilancio non sono certo sufficienti per una vera politica di sostegno alla genitorialità e scontano una impostazione di tipo assistenzialistico. Ma è giusto farli conoscere e promuoverne un uso responsabile e intelligente, favorendo il più possibile l’attivazione, il dialogo e l’integrazione tra istituzioni.