“Nessuno di voi avrebbe voluto chiudere così il quinquennio di scuola superiore, abbandonando i banchi cento giorni prima della fine del calendario scolastico e rivedendosi in classe solo domani per gli esami di maturità: quello di domani sarà un giorno importante per tutti con il ritorno per gli esami di Stato. Ma dopo tante incertezze e difficoltà, voi e i vostri insegnanti  avreste meritato una prova a pieno titolo,  e non in tono minore. Vi auguro di affrontarlo al meglio, raccogliendo i frutti dei tanti sacrifici fatti in questi mesi”.

Ho saluta così i 34.300 maturandi veneti che domani affronteranno la prova finale del percorso di scuola secondaria superiore, ma non rinuncia a definire ‘sminuente’ la tipologia di esame di Stato adottata quest’anno per l’emergenza Covid.

Ai consueti timori per una prova di esame, si aggiunge quest’anno il carico psicologico delle fatiche e delle incertezze create da una scuola ‘a distanza’, che nessuno di noi avrebbe voluto vivere. C’è chi vi ha già battezzato ‘ la generazione dei cento giorni mancati’ – ho proseguito – Ma la forza di una comunità, qual è la scuola, è anche quella di fare quadrato nei momenti più difficili e il vostro impegno, unito a quello dei vostri insegnanti e dirigenti, ne è la prova più bella. Certo, chi ha la responsabilità ultima della scuola avrebbe potuto restituire almeno per questo appuntamento finale, tutta la dignità e la pienezza di un esame che non è solo un passaggio obbligato, ma riveste per ciascuno di noi un alto valore simbolico, perché certifica un passaggio di crescita. E quello di domani, dopo  mesi così difficili, sarà ancor più una vera prova di maturità”.

Un augurio anche ai nostri ragazzi delle scuole della formazione che in questi giorni conseguono qualifica e diploma – ho concluso – con un grazie per aver dimostrato a tutti che il rientro in classe per la conclusione dell’anno era possibile”.